Note
L’evento rievoca le tensioni del XV secolo tra Filottrano e la vicina Osimo, culminate in una spedizione punitiva durante la quale un soldato osimano, catturato dai filottranesi, perse uno stivale mentre tentava la fuga. Questo stivale divenne il simbolo della rivalsa sugli osimani e ogni anno i giovani del luogo portavano in giro per le vie del paese un fantoccio di paglia calzato dallo storico stivale, che poi veniva bruciato tra lazzi e sberleffi.nnDal 1979, grazie all’iniziativa della “Società dello Stivale”, la rievocazione è stata ripresa e trasformata in un evento di quattro giorni che coinvolge tutta la comunità. Il fulcro è una corsa a staffetta tra le contrade Marina, Monti, Montoro, San Biagio e Stimmate; vince chi riesce ad incendiare il fantoccio, conservando così per l’anno successivo lo stemma dello Stivale.nnDurante la manifestazione il centro storico si anima con taverne medievali e giochi tra le contrade. Il programma prevede anche la messa in scena dell’investitura del Capitano del Popolo e il giuramento dei capi delle contrade. Vengono allestiti un accampamento militare e un campo di tiro con l’arco.nnIl giorno della corsa sfila un corteo con oltre 300 figuranti in abiti d’epoca, accompagnati da tamburini, sbandieratori, danzatori, suonatori di chiarina e tamburi. Nel corteo sono presenti il Capitano del Popolo, dame e cavalieri, popolani, militari, dignitari e le contrade. Sfilano anche il gonfalone e le insegne della città di Osimo, scortati da alabardieri e cannonieri, seguiti dagli armigeri e arcieri di San Michele. Gli sbandieratori precedono il fantoccio, che viene trasportato su un carro, simbolo centrale della manifestazione.