RIEVOCAZIONI Palio/Rievocazione

Note

Il Palio del Niballo rievoca il periodo della signoria dei Manfredi (1303-1501), fino alla conquista della città da parte di Cesare Borgia nel 1501. Le sue origini risalgono al Medioevo faentino, quando nel gennaio 1164 l’imperatore Federico Barbarossa organizzò la “Giostra del Barbarossa” per testare l’abilità dei cavalieri faentini, un evento che lasciò un’impronta duratura nella memoria locale. Nei secoli successivi si tennero altre giostre, come quella di San Nevolone, dell’Assunta, di San Pietro e la Quintana del Niballo, con la prima documentazione ufficiale riguardante il Palio del Niballo che risale al 1410. La manifestazione si fonda su una giostra cavalleresca documentata nel 1410, epoca alla quale fa riferimento l’intero impianto storico della rievocazione. In particolare, la Deputazione del Palio richiede che i cinque rioni – Borgo Durbecco (Rione Bianco), Porta Ponte (Rione Giallo), Porta Ravegnana (Rione Nero), Porta Imolese (Rione Rosso) e Porta Montanara (Rione Verde) – costruiscano i propri cortei storici con riferimento rigoroso al XV secolo.nnDurante il mese di giugno, i rioni si sfidano in una serie di competizioni che culminano nella Giostra del Niballo, gara equestre nella quale i cavalieri, in abiti rinascimentali, si affrontano lanciando le proprie lance contro un bersaglio che raffigura il “Niballo”, ovvero un saraceno, figura simbolica di origine medievale. Le sfide comprendono anche tornei di sbandieratori, tamburini e cortei storici, dando vita a un mese di rievocazioni che coinvolge l’intera città.nnA dicembre si tiene la “Nott de Biso”, una cerimonia che chiude simbolicamente il ciclo annuale del Palio. In questa occasione, il Niballo utilizzato nella giostra viene bruciato in un grande falò pubblico, in un rito che rappresenta il passaggio dal vecchio al nuovo anno e rinnova il legame tra la comunità faentina e le sue radici storiche.n

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