RIEVOCAZIONI Rievocazione storica

Note

La Festa di San Benedetto Revelli, celebrata a Taggia, intreccia storia, leggenda e devozione popolare in un affascinante percorso tra Medioevo e Seicento. L’evento si fonda su due momenti distinti della memoria collettiva locale. Il primo è di matrice leggendaria: nel IX secolo, san Benedetto Revelli, monaco benedettino e vescovo, avrebbe salvato il borgo dalle incursioni saracene accendendo dei grandi falò sui monti circostanti per confondere gli invasori. Questo gesto salvifico ha dato origine alla tradizione della “Notte dei Furgari”, in cui i falò e i fuochi pirotecnici tornano a illuminare la notte taggese, evocando il potere apotropaico del fuoco e il ricordo della minaccia scampata.nnIl secondo momento storico si colloca nel XVII secolo, durante la Guerra dei Trent’Anni. Nel 1625, Taggia rischiò di essere coinvolta nel conflitto tra le truppe francesi e sabaude. Secondo la tradizione, la città fu risparmiata grazie all’intercessione del suo santo protettore, dopo che il Parlamento cittadino gli fece voto solenne di istituire una festa annuale in suo onore. Da allora, la commemorazione è diventata rito civico e religioso, con rievocazioni storiche che mescolano elementi medievali e barocchi.nnLa festa si articola in cortei storici, scene teatrali in costume, accensioni rituali e una fiera cittadina che trasforma il centro di Taggia in un crocevia di tempi e memorie. I cittadini rivivono con orgoglio la doppia eredità della propria storia: quella del monaco protettore che usò l’inganno del fuoco per salvare la comunità, e quella del voto seicentesco, che lega il destino della città alla figura di san Benedetto Revelli.

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