Note
Il Palio di Siena è la manifestazione storica più importante e celebre d’Italia. Si svolge due volte l’anno: il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta), nella celebre Piazza del Campo. Partecipano 17 contrade cittadine, anche se solo 10 prendono parte a ciascuna corsa. Ogni Palio è preceduto da giorni di prove, cerimonie e benedizioni, culminando in una gara di cavalli montati a pelo che si corre su un circuito ellittico allestito nella piazza.nnIl vincitore si aggiudica il prestigioso Drappellone, un panno dipinto da artisti diversi a ogni edizione, simbolo della vittoria. Prima della corsa si tiene il Corteo Storico, composto da circa 600 figuranti, tra cui i rappresentanti delle contrade e delle magistrature storiche della Repubblica di Siena. La sfilata, solenne e coreografica, rievoca l’assetto istituzionale e sociale della città medievale, contribuendo alla spettacolarità e al valore identitario dell’evento.nnIl Palio è attestato sin dal XIII secolo e, a differenza di molte feste italiane che hanno conosciuto una fase di recupero o reinvenzione, ha mantenuto una notevole continuità fino all’età contemporanea. Tuttavia, la codificazione “medievale” dell’evento, oggi percepita come fondativa, è il frutto di un’elaborazione successiva. A partire dal 1870 la contrada del Bruco fu la prima a introdurre costumi ispirati al Medioevo; in pochi anni tutte le contrade adottarono fogge simili. Fu però solo negli anni ’20 del Novecento, durante il regime fascista, che si introdusse una rievocazione storica rigorosa, con la nomina di una commissione apposita incaricata di riformare il Corteo Storico.nnDeterminante fu l’azione di Fabio Bargagli Petrucci, podestà di Siena dal 1926 e presidente della commissione comunale: fu stabilito che i costumi delle contrade si ispirassero agli anni 1430-1480, e furono adottate come fonti iconografiche gli affreschi di Domenico di Bartolo nel Pellegrinaio del Santa Maria della Scala e quelli di Benozzo Gozzoli nelle cappelle di San Gimignano e Firenze. Il corteo del 1928, così ridisegnato, includeva anche rappresentanze delle antiche gilde (pittori, notai, farmacisti, setaioli) e si configurava come celebrazione della repubblica senese.nnIl Palio di Siena rappresenta un modello festivo codificato e riconoscibile, nel quale elementi medievali e rinascimentali convivono in un linguaggio simbolico e performativo che ha fatto scuola. A partire dagli anni ’60 e ’70 del Novecento, questo modello – basato su palio tra quartieri, corteo storico, sbandieratori, tamburi e chiarine – si è diffuso ampiamente in tutta Italia, ispirando numerose feste e rievocazioni storiche locali che ancora oggi ne ricalcano in parte struttura e immaginario.n