Giostra del Saracino
Evento Storico
Sì
Attività Divulgative
No
Mappatura Rievocazioni ICPI
Sì
Link
Note
La Giostra del Saracino è una delle rievocazioni storiche più celebri d’Italia e si svolge ad Arezzo due volte l’anno: in versione notturna il penultimo sabato di giugno (in onore di San Donato) e in versione diurna la prima domenica di settembre (in onore della Madonna del Conforto). Ispirata ai tornei cavallereschi del XIII e XIV secolo, la Giostra nacque come esercitazione militare e festa cittadina, continuando a essere celebrata anche nei secoli successivi, fino alle sontuose edizioni barocche del XVI e XVII secolo. Dopo una lunga sospensione a partire dal 1810, fu riscoperta nel 1904 in occasione del sesto centenario della nascita di Francesco Petrarca. L’attuale formato della Giostra, ambientato simbolicamente nel XIV secolo, risale al 1931 per volontà del podestà Pier Ludovico Occhini, artefice anche del restauro neomedievale del centro storico.nnLa Giostra si tiene nella spettacolare Piazza Grande e coinvolge i quattro quartieri storici della città: Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito, ciascuno rappresentato da cortei in costume e simboli distintivi. Due cavalieri per quartiere si affrontano nel colpire il buratto, fantoccio girevole armato di mazzafrusto e scudo, detto anche "Re delle Indie". La prova richiede precisione, velocità e coraggio: a ogni colpo corrisponde un punteggio, ma il rischio è subire penalità per via della reazione del buratto. Il trofeo è la Lancia d’Oro, istituita nel 1932 e consegnata al rettore del quartiere vincitore.nnLa giornata della Giostra è scandita da rituali e cerimonie: colpi di mortaio al mattino, lettura del bando, benedizione dei giostratori, corteo storico e la lettura della Disfida di Buratto, un componimento poetico declamato dall’Araldo che si conclude con il celebre grido: “Al campo! Alla battaglia! Allarmi! Allarmi!”.nnNel 2025, alla Giostra è stato dedicato un francobollo all’interno della serie "Le eccellenze del patrimonio culturale italiano", riconoscendo il suo valore storico e culturale. n