RIEVOCAZIONI Rievocazione storica

Note

Il Capodanno Pisano rievoca una festa religiosa che si celebrava il 25 marzo di ogni anno: l’“annus pisanus” iniziava infatti il 25 marzo e terminava il 24 marzo dell’anno successivo. Questa tradizione rimase in vigore fino al 20 novembre 1749, quando il Granduca di Toscana Francesco I di Lorena ordinò che, in tutti gli stati toscani, il primo giorno dell’anno iniziasse il 1° gennaio 1750.nnNegli anni Ottanta del XX secolo, la festa fu riscoperta grazie agli studi dello storico pisano Paolo Gianfaldoni, che ricordava questo evento che per lungo tempo aveva caratterizzato Pisa. La celebrazione riprese nel 1986 grazie a Francesco Capecchi e Umberto Moschini, rispettivamente presidente dell’associazione Amici del Gioco del Ponte e luogotenente del Mezzogiorno (una delle cariche del Gioco del Ponte).nnNel 1999 il Capodanno Pisano fu ufficialmente donato all’amministrazione comunale. Fu scelta una data simbolica: il 25 marzo di quell’anno Pisa fu infatti la prima città al mondo ad entrare nel nuovo millennio. Da allora l’amministrazione comunale ha investito molto nella manifestazione, coinvolgendo scuole, territorio provinciale e regionale, contribuendo alla crescita anche dal punto di vista turistico.nnLa cerimonia è preceduta da un corteo storico composto da rappresentanti dell’antica Repubblica Marinara, delle due Parti (Tramontana e Mezzogiorno) suddivise in Magistrature, oltre a vari gruppi storici, associazioni e istituzioni di Pisa e provincia. Il corteo attraversa le vie della città fino ad entrare in Duomo al suono di tamburi e chiarine. Alla Madonna di Sotto gli Organi, immagine venerata da secoli, vengono offerti ceri, olio votivo e fiori. Segue una breve celebrazione religiosa che si conclude alle 12 in punto con la proclamazione del Nuovo Anno Pisano da parte del Sindaco di Pisa.

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